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lunedì 31 maggio 2010

Il fenomeno delle maree


La marea è un moto periodico di ampie masse d'acqua (oceani, mari e grandissimi laghi) che si innalzano (flusso, alta marea) e abbassano (riflusso, bassa marea) anche di 10-15 metri con frequenza giornaliera o frazione di giorno (solitamente circa ogni sei ore, un quarto di giorno terrestre) dovuto alla combinazione di due fattori:

l'attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dagli altri corpi celesti del sistema solare: tra questi è nettamente predominante l'attrazione della Luna (a causa della sua distanza dalla Terra molto minore di quella di tutti gli altri corpi), secondaria quella del Sole, trascurabile quella degli altri pianeti.


• la forza centrifuga dovuta alla rotazione del sistema Terra-Luna intorno al proprio centro di massa.

Ampiezza (detta altezza dell'onda di marea, eguale al dislivello tra bassa e alta marea), frequenza e orario delle maree sono legati ai suddetti fenomeni astronomici e da numerosi aspetti morfologici (superficie della massa d'acqua, forma della costa, differenza di profondità dei fondali). Le maree hanno effetto anche sul livello dei fiumi che sfociano nel mare. Le stesse forze e gli stessi principi che regolano le maree dei corpi liquidi, agiscono pure sui corpi solidi, in particolare è stata documentata la deformazione della crosta terrestre.

Diversi motivi fanno sì che alcuni litorali dello stesso mare o oceano non conoscono maree di rilievo mentre su altri litorali anche prossimi le maree possono avere ampiezza di molto superiore a dieci metri.

Solitamente le maree hanno una frequenza legata al paesaggio. Fenomeni simili alle "onde statiche" (la marea può essere considerata una onda estesa, detta onda di marea, di lunghezza eguale alla semicirconferenza terrestre e periodo di 12 h 25 min) fanno sì che in alcune zone costiere oceaniche non vi sia alcuna marea (per esempio in alcuni mari dell'Europa settentrionale). Mentre solitamente gli orari delle maree variano di giorno in giorno (come la variazione dell'orario della luna) esistono posti (per esempio nell'oceano Pacifico) nei quali le maree avvengono sempre negli stessi orari.

Su coste oceaniche basse e debolmente inclinate, come quelle delle aree continentali cratoniche e quelle prospicienti pianure alluvionali, l'effetto della marea porta alla sommersione e all'emersione ciclica di vaste superfici di territorio e dà luogo alla formazione di piane di marea, ambienti sedimentari caratterizzati dal trasporto di sedimento sia verso terra che verso mare e conseguentemente da strutture sedimentarie bidirezionali. Esempi tipici sono la costa franco-olandese in Europa e quella canadese. Questi ambienti sono però diffusi su tutte le aree costiere oceaniche.

L'ampiezza effettiva del livello del mare dipende inoltre da fenomeni meteorologici per nulla legati alle maree, ma che ne esaltano gli effetti. In particolare si tratta degli effetti del vento (soffiando verso la costa innalza il livello del mare sui litorali, soffiando verso il largo abbassa il livello presso i litorali) nonché di differenziali di pressione atmosferica tra il mare aperto e la zona costiera.

Il fenomeno della risonanza della marea, molto bene documentato nella Baia di Fundy, è dovuto al fatto che l'onda di marea viene riflessa dalla costa di una baia e incontra la successiva onda di marea che arriva dall'oceano. In tal modo le due onde si sommano formando delle ampiezze di marea particolarmente forti. Il caso opposto avviene quando l'onda di marea riflessa incontra l'onda di marea sfasata (il massimo di marea incontra il minimo di marea o viceversa) rendendo minime le variazione del livello del mare.

La marea astronomica




La marea astronomico è causata dall’attrazione gravitazionale che i corpi celesti, principalmente Luna e Sole, esercitano sulla massa d’acqua. È calcolabile con elevata precisione e con anticipo anche di molti anni. A Venezia la marea astronomica descrive una curva di tipo prevalentemente semidiurno, con due massimi e due minimi nelle 24 ore. Durante le fasi di luna nuova e di luna piena gli effetti del sole e della luna si sommano, determinando le massime oscillazioni di marea. Nei periodi di primo e ultimo quarto, invece, la marea è meno ampia e meno regolare (quadratura) e possono esservi giorni con un solo minimo e un solo massimo.

Origine delle maree


La Luna esercita infatti una forza di attrazione sulla terra che maggiormente si ripercuote sulla massa liquida perché questa, a differenza di quella solida, è più soggetta elle deformazioni.

Ad incrementare il fenomeno concorre anche il sole con la sua forza di attrazione che comunque agisce in misura minore di quella lunare, infatti, anche se più grande, la nostra stella dista dalla terra 400 volte della luna, con la conseguenza che il nostro satellite farà sentire la sua influenza 2,2 volte di più.

Il risultato di queste forze mareali sarà allora un’oscillazione della massa liquida che provocherà in ogni istante un rigonfiamento del livello delle acque che si rifletterà anche nella parte opposta della terra per cause che vedremo. Viceversa in altri due punti,diametralmente opposti, avremo due abbassamenti. Sono i cosiddetti fenomeni di alta e bassa marea che nell’ambito di un giorno lunare, 24 ore e 50 minuti, si verificheranno nello stesso luogo con una periodicità di 12 ore e 25 minuti ed un intervallo fra uno e l’altro 6 ore 12 minuti e 30 secondi circa.

Oltre alla forza di gravitazione universale in questo fenomeno entra in gioco anche un’altra forza, quella centrifuga. Infatti la terra e la luna, legati da reciproca attrazione, costituiscono un unico sistema che ruota attorno ad un baricentro collocato a circa 4800 km dal centro della terra in direzione della luna, con il risultato che la massa delle acque che si trovano dalla parte opposta della luna si gonfia appunto per la forza centrifuga derivante dalla rotazione del sistema.

I livelli d’innalzamento delle acqua si fanno si fanno sentire particolarmente vicino le coste e possono raggiungere anche i 15 metri, mentre in mare aperti o in mari chiusi come l’Adriatico, toccano il metro di altezza.

C’è da dire infine che oltre ad agire sulla massa liquida questo fenomeno influenza anche il moto di rotazione della terra. Infatti la luna trascinando con se le acque, agisce come un freno sul nostro pianeta, con il risultato di farne rallentare il periodo di rotazione, e dunque la durata del giorno, che va crescendo sempre più anche se in maniera impercettibile.

Classificazione delle maree


Le maree comunque possono essere distinte in:

Lunari – quando l’innalzamento delle acque si verifica in direzione della luna;

Antilunari – quelle che si creano nella direzione opposta;

Equinoziali o vive – nei periodi di luna piena o nuova e perciò quando all’allineamento si aggiunge anche il sole;

Quadrature o morte – al primo o all’ultimo quarto è perciò quando il nostro pianeta ed i due astri maggiori formano un angolo di 90°

Il contributo meteorologico


Ad alterare la regolarità della marea astronomica in modo a volte notevole, intervengono fattori meteorologici e tra essi soprattutto il vento e la pressione. Nel caso del mare adriatico, bacino lungo e stretto, chiuso nel lato superiore e aperto in quello inferiore, un forte vento soffiante da sud-est (scirocco), lungo l’asse longitudinale, produce un accumulo di acqua verso l’estremità chiusa. Il fenomeno viene favorito dalla lunga zona d’azione disponibile per il vento ed è ulteriormente amplificato a causa dei bassi fondali della parte settentrionale dell’Adriatico. Il contributo dovuto al vento può superare anche il metro e provocare da solo fenomeni di inondazione.

Effetti delle maree sui fiumi



L'onda di marea non si arresta alla foce dei fiumi ma li risale. L'ampiezza può crescere quando il fiume si restringe e viene attenuata in presenza di bassi fondali o fiumi stretti per via dell'attrito tra acqua e fondali e rive. Non sono rari effetti legati al fenomeno della risonanza dell'onda di marea. In presenza di forti maree, basse pendenze di ampi fiumi, l'onda di marea può manifestarsi anche a più di cento chilometri dalla foce. Gli orari delle maree fluviali sono molto sfasati rispetto all'orario della marea che le generano. Ciò dipende dalla velocità di propagazione dell'onda di marea, la quale velocità è a sua volta legata alla profondità e larghezza del fiume. Ad esempio questo fenomeno è ricorrente in Francia, nel dipartimento della Gironda, sui fiumi Dordogna e Garonna, dove il fenomeno è noto con il nome di Mascaret. Tale fenomeno è estremamente evidente in Cina sul fiume Qian Tang Jiang nei pressi da Hangzhou dove l'ondata di risalita può raggiungere ragguardevoli dimensioni (sono state registrate onde fino a 9 metri) in tale regione il fenomeno è particolarmente intenso tra Agosto ed Ottobre ed attira migliaia di turisti, purtroppo data l'incontrollabilità del fenomeno ogni anno si registrano diversi decessi.

Effetti delle maree sulle economie locali


La presenza di forti maree può influenzare le attività dell'uomo. Se da un lato minaccia nel lungo periodo l'esistenza di intere città (caso esemplare: Venezia), dall'altro permette attività economiche particolari, come la raccolta di molluschi sui banchi di sabbia lasciati liberi dalle acque (da qui la forte produzione, adesso industriale, di ostriche, mitili e capesante sulle coste bretoni).

Già secoli or sono, in Bretagna si sfruttava la marea per mettere in moto mulini. Tali mulini vennero in seguito dismessi, ma lo stesso principio viene oggi applicato per la produzione di energia elettrica tramite sbarramenti dove il movimento delle maree fa girare le turbine.

Dove la marea assume proporzioni apprezzabili (almeno 2 m) è possibile usare il variare del livello del mare per improvvisare un bacino di carenaggio di fortuna: se l'imbarcazione ha una chiglia sufficientemente robusta e della forma adatta si può lasciar spiaggiare la barca sulla spiaggia per effettuare pulizia e riparazioni, in attesa che l'alta marea successiva riporti lo scafo in condizioni di galleggiamento.

Il caso particolare della Laguna Veneta


Venezia: la fondamenta di San Giobbe allagata. La particolare conformazione della laguna di Venezia e gli effetti della subsidenza, combinati alla particolare configurazione urbana dei centri della laguna, rendono particolarmente vistoso il fenomeno dell'acqua alta.


Sul litorale veneto, oltre alle suddette concause, producono effetti negativi sul deflusso delle acque anche i venti di bora, i quali, spirando dai quadranti nord-nordorientali, rallentano lo scarico idraulico delle lagune e dei fiumi. In particolare, nella Laguna Veneta, la bora, spirando attraverso le bocche di porto, può impedire al mare di ricevere l'onda di ritorno di marea, incrementando gli effetti del picco successivo.

A questo si aggiungono le conseguenze della realizzazione della zona industriale di Porto Marghera, la quale ha ulteriormente aggravato il fenomeno dell'acqua alta per diversi motivi: innanzitutto la maggior parte della zona industriale è stata ricavata bonificando vaste estensioni di laguna, precedentemente occupate da barene, ovvero da isolotti che sporgendo appena dall'acqua venivano allagati in caso di alta marea agendo da vaso di espansione e limitando l'escursione della stessa. In secondo luogo per permettere alle petroliere di raggiungere le banchine di scarico è stato scavato un profondo canale, il Canale dei Petroli, che parte dalla bocca di porto di Malamocco e raggiunge la terraferma. Quest'opera ha ingrandito considerevolmente la sezione della bocca di porto aumentando di conseguenza la quantità di acqua che entra in laguna.

Tuttavia Porto Marghera non è stato l'unico intervento umano che ha contribuito a variare l'ampiezza media di marea. Tra i più rilevanti sono da citare[: la costruzione del Ponte Ferroviario (1841-1846), l'estromissione dal bacino di Chioggia del fiume Brenta e la conseguente bonificazione di 2363 ettari di zone barenicole; la costruzione delle dighe foranee (Porto di Malamocco, 1820-1872; Porto di S. Nicolò, 1884-1897; Porto di Chioggia, 1911-1933); la costruzione del Ponte della Libertà (1931-1933); la creazione della Riva dei Sette Martiri (1936-1941); la realizzazione dell'isola artificiale del Tronchetto (superficie 17 ettari, 1957-1961) e il raddoppio del ponte ferroviario (1977).

Vi sono infine altre cause naturali: la subsidenza, ossia lo sprofondamento naturale del terreno, accentuato significativamente dall'intenso emungimento delle acque di falda effettuato in passato per alimentare il polo industriale di Porto Marghera, e l'eustatismo, ovvero l'innalzamento del livello del mare, anch'esso accentuato negli ultimi anni dal riscaldamento globale del pianeta. Entrambi i fenomeni hanno reso la costa maggiormente vulnerabile alla marea.

Il centro previsioni e segnalazioni maree di Venezia calcola[12] in 23 cm la perdita totale di quota altimetrica della città dal 1897 (anno di definizione dello zero altimetrico), scomponibile nei seguenti contributi:

• cause naturali, +12 cm (9 di eustatismo e 3 di subsidenza)

• cause antropiche, +13 cm (subsidenza)

• recupero elastico, -2 cm.

Progetto MOSE


Il MO.S.E. (acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) è un'opera, in corso di realizzazione, consistente in un sistema integrato di opere di difesa costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa in grado di isolare la laguna di Venezia dal Mare Adriatico durante gli eventi di alta marea superiori ad una quota concordata (110 cm) e fino ad un massimo di 3 metri. Queste opere, insieme ad altre complementari come il rafforzamento dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna, dovrebbero provvedere alla difesa della città di Venezia da eventi estremi come le alluvioni e dal degrado morfologico, per il quale la laguna sta progressivamente cedendo al mare ed il livello del suolo si sta abbassando. L'opera è stata avviata nel 2003 alle tre bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia, i varchi che collegano la laguna con il mare ed attraverso i quali si svolge il flusso ed il riflusso della marea.

sabato 24 aprile 2010

INNALZAMENTO DELLE ACQUA

Il termine acqua alta è un'espressione veneziana, poi mutuata dall'italiano, che indica il fenomeno dei picchi di marea particolarmente pronunciati che si verificano con periodicità nell'Adriatico settentrionale e con particolare intensità nella laguna di Venezia, tali da provocare allagamenti nelle aree urbane di Venezia e Chioggia e, molto più raramente, di Grado e Trieste. Il fenomeno è frequente soprattutto nel periodo autunnale-primaverile, quando si combina con i venti di scirocco, che, spirando dal canale d'Otranto lungo tutta la lunghezza del bacino marino, impediscono il regolare deflusso delle acque, o di bora, che ostacolano invece localmente il deflusso delle lagune e dei fiumi del litorale veneto.
Il termine acqua alta nell'uso comune in realtà indica il fenomeno generico. Da un punto di vista tecnico per la città di Venezia esistono invece definizioni più rigorose, basate sui livelli di marea osservati alla stazione idrografica di Punta della Salute:
  • marea sostenuta quando il livello di marea è compreso tra +80 cm e +109 cm sullo zero mareografico (definito come il livello medio del mare misurato nel 1897);
  • marea molto sostenuta quando il valore è compreso tra +110 cm e +139 cm;
  • acqua alta eccezionale quando il valore raggiunge o supera i +140 cm.
Il livello di marea è determinato da due contributi:
  • La marea astronomica, dipendente dal moto degli astri, principalmente la Luna e in proporzione minore il Sole e via via tutti gli altri corpi celesti, e dalla geometria del bacino. Il contributo di questi fattori è soggetto a pochissime incertezze ed è regolato da leggi di meccanica fisica, quindi può essere calcolato con elevata precisione anche con anni di anticipo.
  • Il contributo meteorologico, che dipende da moltissimi fattori variabili, quali direzione e intensità dei venti, campi barici, precipitazioni eccetera, tutti legati da relazioni complesse e regolati da leggi fisiche di tipo probabilistico, per cui le previsioni possono essere elaborate solamente tramite modelli statistici, a pochi giorni di distanza e con un'approssimazione crescente con l'anticipo della previsione.
Per la sua particolare configurazione geografica a catino, il mare Adriatico presenta escursioni di marea molto più pronunciate rispetto al resto del Mediterraneo. La ragione è da ricercarsi nel fatto che ha una sessa predominante, quella longitudinale, caratterizzata da un periodo medio di oscillazione di circa 21h 30', con un'ampiezza estrema d'oscillazione di circa 50 cm, ed un secondo modo naturale longitudinale con periodo medio di 12 ore e 11 minuti, dunque entrambi confrontabili con il periodo della marea astronomica, rendendo in tal modo possibile la sovrapposizione delle due escursioni. La marea astronomica risente poi delle fasi lunari e solari, accentuandosi nei periodi di novilunio e plenilunio e durante gli equinozi. A questo può andare ad aggiungersi l'azione locale di forti venti di scirocco che, spirando nell'Adriatico meridionale, può frenare il reflusso delle acque dell'intero bacino, intensificando ulteriormente i loro effetti quando risultino estesi all'intera lunghezza dell'Adriatico.

Il caso particolare della Laguna Veneta

Sul litorale veneto, oltre alle suddette concause, producono effetti negativi sul deflusso delle acque anche i venti di bora, i quali, spirando dai quadranti nord-nordorientali, rallentano lo scarico idraulico delle lagune e dei fiumi. In particolare, nella Laguna Veneta, la bora, spirando attraverso le bocche di porto, può impedire al mare di ricevere l'onda di ritorno di marea, incrementando gli effetti del picco successivo.
A questo si aggiungono le conseguenze della realizzazione della zona industriale di Porto Marghera, la quale ha ulteriormente aggravato il fenomeno dell'acqua alta per diversi motivi: innanzitutto la maggior parte della zona industriale è stata ricavata bonificando vaste estensioni di laguna, precedentemente occupate da barene, ovvero da isolotti che sporgendo appena dall'acqua venivano allagati in caso di alta marea agendo da vaso di espansione e limitando l'escursione della stessa. In secondo luogo per permettere alle petroliere di raggiungere le banchine di scarico è stato scavato un profondo canale, il Canale dei Petroli, che parte dalla bocca di porto di Malamocco e raggiunge la terraferma. Quest'opera ha ingrandito considerevolmente la sezione della bocca di porto aumentando di conseguenza la quantità di acqua che entra in laguna.
Tuttavia Porto Marghera non è stato l'unico intervento umano che ha contribuito a variare l'ampiezza media di marea. Tra i più rilevanti sono da citare: la costruzione del Ponte Ferroviario (1841-1846), l'estromissione dal bacino di Chioggia del fiume Brenta e la conseguente bonificazione di 2363 ettari di zone barenicole; la costruzione delle dighe foranee (Porto di Malamocco, 1820-1872; Porto di S. Nicolò, 1884-1897; Porto di Chioggia, 1911-1933); la costruzione del Ponte della Libertà (1931-1933); la creazione della Riva dei Sette Martiri (1936-1941); la realizzazione dell'isola artificiale del Tronchetto (superficie 17 ettari, 1957-1961) e il raddoppio del ponte ferroviario (1977).
Vi sono infine altre cause naturali: la subsidenza, ossia lo sprofondamento naturale del terreno, accentuato significativamente dall'intenso emungimento delle acque di falda effettuato in passato per alimentare il polo industriale di Porto Marghera, e l'eustatismo, ovvero l'innalzamento del livello del mare, anch'esso accentuato negli ultimi anni dal riscaldamento globale del pianeta. Entrambi i fenomeni hanno reso la costa maggiormente vulnerabile alla marea.
Il centro previsioni e segnalazioni maree di Venezia calcola in 23 cm la perdita totale di quota altimetrica della città dal 1897 (anno di definizione dello zero altimetrico), scomponibile nei seguenti contributi:
  • cause naturali, +12 cm (9 di eustatismo e 3 di subsidenza)
  • cause antropiche, +13 cm (subsidenza)
  • recupero elastico, -2 cm.

Metodi di rilevazione, segnalazione e controllo


Stazione di rilevamento del livello di marea di Venezia - Punta della Salute (lato Canale della Giudecca)
Per la misurazione di riferimento dell'acqua alta ci si basa sull'altezza di marea rilevata dalla stazione ubicata alla Punta della Salute, alla quale è riferito anche lo zero mareografico. Infatti per convenzione a Venezia le altezze di marea sono riferite al livello medio del mare a Punta della Salute misurato nel 1897.
La città è dotata di un sistema di controllo dei livelli di marea con stazioni collocate in vari punti della laguna e anche in mare aperto (piattaforma ISMAR-CNR). Sulla base dei livelli osservati e dell'analisi delle previsioni meteo-marine il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia effettua la previsione di marea, in genere per le 48 ore successive. Detta previsione viene divulgata attraverso internet, la stampa locale, quadri cartacei presenti in alcuni punti della città, alcuni punti "touch screen" collocati in genere presso le edicole, un sistema di tabelloni luminosi e una segreteria telefonica con messaggi pre-registrati. In caso di pericolo d'insorgenza dell'acqua alta molti abitanti dei piani più bassi e gli operatori economici con attività a pian terreno ricevono un avviso telefonico (servizio attivabile su richiesta), per permettere loro di predisporre paratie di protezione agli ingressi. È inoltre attivo un servizio gratuito di allerta tramite sms per tutti i cittadini iscritti al servizio.
Qualora il livello previsto eguagli o superi i 110 cm, con circa tre ore di anticipo sull'arrivo del picco di marea entra in funzione un sistema di sirene d'allarme posizionate in punti strategici, in grado di allertare l'intera popolazione.

Pannelli con la previsione di marea a Piazzale Roma. Foto scattata durante l'evento del 1 dicembre 2008.
Dal 7 dicembre 2007 nel centro storico e nell'isola della Giudecca è entrata in funzione una nuova sirena elettronica che emette due suoni distinti: il primo per avvertire la popolazione dell'arrivo dell'acqua alta, il secondo per dare un'indicazione dell'altezza della marea prevista a seconda del numero di toni diversi emessi (>110 cm, >120 cm, >130 cm e >140 cm). Precedentemente invece la sirena era di tipo elettromeccanico ed il suo suono segnalava una marea superiore ai 110 cm; l'eventuale ripetizione avvisava di una previsione superiore ai +140 cm. Una terza ripetizione era associata alla previsione di superamento di quota +160 cm. Questo tipo di sirena è ancora utilizzato nelle isole della laguna, in attesa della completa sostituzione con il nuovo sistema. La nuova sirena è stata utilizzata per la prima volta nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2008, per una previsione di marea (poi risultata esatta) pari a +110 cm.
Nei periodi di maggior frequenza del fenomeno si predispone un sistema di passerelle, ovvero tavole di legno appoggiate su supporti in ferro che creano percorsi "asciutti" per i principali snodi della città, garantiti fino ad un livello di marea di +120 cm, oltre il quale alcune passerelle potrebbero iniziare a galleggiare.
Da alcuni anni è in corso di realizzazione il progetto MOSE che dovrebbe permettere l'eliminazione delle acque alte eccezionali per mezzo di barriere mobili ancorate al fondo delle bocche di porto della laguna ed azionabili attraverso un sistema pneumatico in modo tale da isolare la laguna dal mare durante il passaggio del picco di marea. Si prevede di chiudere le barriere in occasione di maree superiori ai 110 cm, lasciando ad altri interventi (in special modo il rialzo del piano di calpestio) la risoluzione o la mitigazione dei casi inferiori. Tale livello rappresenta un compromesso tra la difesa dei centri abitati dalle acque alte e le esigenze di non modificare l'equilibrio ambientale e morfologico (soprattutto garantendo un adeguato ricircolo alle acque lagunari) e di garantire le attività portuali.

venerdì 16 aprile 2010

sabato 10 aprile 2010


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Venezia è il capoluogo dell'omonima provincia e della regione Veneto ed è una delle città più visitate al mondo. Venezia sorge sulla laguna veneta e nel 1979 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. La città, storicamente denominata la Serenissima, è stata da sempre isolata dalla terraferma, fino a quando, nel 1841, fu costruito il ponte ferroviario che garantiva  i collegamenti con la stazione Santa Lucia. Solo nel 1933, nel contesto dei lavori promossi da Mussolini, fu costruito il Ponte della Libertà, per permettere il passaggio delle automobili. Venezia è attualmente divisa in sei quartieri, detti sestieri: Cannaregio, Castello, Dorsoduro, San Marco, San Paolo e Santa Croce. La città si sviluppa su oltre cento isole, collegate tra loro da numerosi ponti e separate da rii e canali.

Venezia è una città dedicata all'arte in tutte le sue forme, rappresentata principalmente dai numerosi Musei e dai maestosi Palazzi, che custodiscono al loro interno le opere di artisti del calibro di Jacopo Tintoretto, G. B. Tiepolo, Tiziano, Veronese, Bellini, Giorgione e molti altri. Passeggiando per le caratteristiche vie della città, su e giù per i ponti, non è difficile imbattersi in Monumenti e Chiese, prima fra tutti la Basilica di San Marco, che domina l'omonima piazza e si presenta rivestita d'oro e caratterizzata da mosaici che raccontano la gloriosa storia di Venezia. Grande spazio è dato anche all'arte moderna e contemporanea, tanto che ogni due anni a Venezia è orgnizzata una della più importanti mostre a livello mondiale: la Biennale di Venezia. A Venezia è inltre possibile visitare la Peggy Guggenheim Collection, che comprende numerosi lavori di artisti contemporanei.

Venezia rappresenta il luogo ideale per ascolatre la musica classica e l'opera, in particolar modo nel Teatro la Fenice e nel Teatro Malibran. La suggestione della musica è amplificata dalla stupenda coreografia naturale offerta dalla città, caratteristica che ha contribuito ad elevare Venezia a Città degli innamorati, i quali possono fare lunghe passeggiate accompagnati dal suono delle acque. Venezia è stata la città in cui sono stati ambientati numerosi romanzi e film, da Senso di Luchino Visconti al più Recente Casanova di Lasse Hallstrom. Parlando di film non si può fare a meno di menzionare la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che riunisce ogni anno a Venezia numerose celebrità del cinema internazionale.

Parlando di istruzione e formazione, oltre alle numerose scuole elementari, medie e superiori è doveroso citare l'Università Ca Foscari, la quale deriva il nome dala propria sede, il Palazzo Ca Foscari, situato sul canal Grande, tra Rialto e San Marco. L'Università comprende quattro facoltà: di Economia, di Lingue e Letterature Straniere, di Lettere e Filosofia e di Scineze Matematiche, Fisiche e Natuarli.

Recandosi a Venezia non si trova il divertimento tipico delle grandi metropoli, non ci sono infatti grandi discoteche, ma è comunque possibile soffermarsi nei numerosi locali, bar e trattorie, dove sono offerti prelibati piattii tipici, spesso serviti col sottofondo di ottima musica jazz. Tra i piatti forti della tradizione di Venezia, vantano un primato incontrastato quelli a base di pesce, tra cui gli spaghetti alle vongole veraci e le sarde in saor. Molto diffusi e preliati sono i dolci tipici, da gustare soprattutto nel periodo del Carnevale. Gli amanti del gioco trovano il loro regno ideale nel casinò, uno dei migliori al mondo.

Numerose sono le feste tradizionali che si svolgono ogni anno a Venezia tra cui spicca il Carnevale, che vanta origini antichissime e trasforma piazza San Marco in un allegro palcoscenico, impreziosito dalle stupende e raffinate maschere. Il momento culminante e più spettacolare è rappresentato dal Volo della Colombina. Le altre feste tipiche sono la Regata Storica, la Festa della Sensa e la Festa del Redentore.

Uno dei simboli di Venezia è la gondola, caratteristica imbarcazione dalla forma allungata manovrata da una sola persona e con un solo remo. La caratteristica della gondola è che è assimetrica, il lato sinistro è più largo di quello destro, così che naviga inclinata su un fianco.

Venezia è gemmellata con Sarajevo in Bosnia Erzegovina, Tallinn in Estonia e Suzhou in Cina, mentre ha stabilito fruttuosi accordi di cooperazione con Norimberga in Germania, Istanbul in Turchia,  Kedke in Grecia,  Qingdao in Cina e Salonicco in Grecia.

Venezia è facilmante raggiungibile in auto attraverso i collegamenti stradali ed autostradali, in treno, fermandosi nelle stazioni di Venezia Mestre o Santa Lucia di Venezia, in aereo presso l'areoporto Marco Polo e in barca, attraverso le bocche di porto di Chioggia, di Malamocco e di Lido.Visualizzazione ingrandita della mappa


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sabato 27 marzo 2010